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Ultimi articoli



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Gruppo di incoraggiamento per chi segue la dieta del Supermetabolismo

Accanto al nostro tradizionale gruppo di sostegno per la gestione dell’alimentazione del Mercoledì,  nasce a Palermo una nuova opportunità!

Da Lunedì 11 Gennaio sarà possibile partecipare al gruppo di incoraggiamento per chi segue la dieta del Supermetabolismo.

Tutti i Lunedì dalle 18.30 alle 19.30 ci incontriamo in Via G. De Spuches 5 a Palermo.

La prenotazione è obbligatoria e può essere fatta tramite telefono al 347/9549072 o via email.

Il gruppo non ha alcun costo, è previsto una piccola offerta libera per contribuire alle spese della sede.

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Avrei un piccolo dubbio…

Consulenze psicologiche gratuite a Palermo

 

Talvolta sentiamo di non aver bisogno di rivolgerci ad uno psicologo eppure abbiamo un piccolo dubbio da sciogliere.

Ogni Giovedì, utilizzando Skype, possiamo usufruire di una consulenza gratuita con uno dei psicologi del CentroWell direttamente dal nostro domicilio.

Prenotiamo una consulenza gratuita della durata di 30 minuti sull’account Skype centro.well cliccando qui.

 

 

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apr

16

2015

Come combattere lo stress cronico

Anche a Palermo e’ possibile valutare lo stato di stress e affrontarlo in un modo efficace, naturale e duraturo.

Prenota un consulto completando la scheda Contatti.

Per maggiori informazioni sui trattamenti Funzionali Antistress clicca qui.

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counseling nutrizionale

Molti adulti soffrono di problematiche legate  al cibo e al peso collezionando, nella vita, una serie infinita di diete  ed insuccessi, con conseguente abbassamento dell’autostima, diminuzione del piacere legato al cibo e in alcuni casi lo sfociare in vere e proprie patologie con risvolti fisici e psicologici.

Lo studio di Psicologia della dottoressa Pagliaro avvalendosi della competenza di un nutrizionista e un omeopata propone un intervento trasversale e multidisciplinare affrontando  tali problematiche in tutti i loro aspetti.

Il paziente preso in carico dal nutrizionista verrà seguito dallo psicoterapeuta che lo aiuterà a migliorare il rapporto con il cibo e con se stesso e in presenza di disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia o la bulimia verrà seguito con un percorso psicoterapico.counseling nutrizionale

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Altra Psicologia ci viene incontro con un articolo esaustivo ed interessante. Per visionarlo clicca qui.

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Un modo per saperne di più sul tema Stress e sul Neo Funzionalismo è ad esempio guardare qualche video del “2° Congresso Internazionale ‘Il Neo – Funzionalismo -lo stress dal punto di vista clinico, lavorativo, sociale – metodi di misurazione, intervento, prevenzione’” del 2012  (Programma) ed in particolare:

L’Apertura convegno a cura della Dott.ssa Paola Fecarotta  e l’intervento del Prof. Rispoli sui sistemi integrati.

Leggere qualche articolo a cura del Prof. Rispoli cliccando qui. 

 

 

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feb

25

2015

Psicoterapia e medicina

La psicoterapia può oggi avere un ruolo che si integra con la medicina? è la prima domanda che i colleghi della Società Italiana di Psicoterapia Funzionale hanno rivolto al prof Santo Di Nuovo. L’articolo è davvero interessante e merita una lettura approfondita. 

Per visualizzare l’articolo clicca qui.

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in macchina col cellulare

I ricercatori americani sono chiari … (leggi articolo) …. e dicono che:

“la dipendenza dal cellulare è collegata all’instabilità emotiva e può essere un tentativo di coprire o difendersi da uno stato d’animo negativo.”
Ok, chiaro, ma al di là di ciò che si pensa quali possano essere le cause (molteplici e diverse per ognuno) questa situazione sta diventando un po’ preoccupante.

Stamattina sentivo alla radio che “usare il cellulare durante la guida di autoveicoli e motoveicoli inviando sms o telefonando è la principale causa di incidenti stradali al Nord Italia e da una inchiesta è emerso che il 40% delle persone lo fa”.
Chi di voi non l’ha mai fatto?
E se l’avete fatto… avete pensato di poter rimandare l’uso del cellulare a destinazione avvenuta o accostando la macchina?
Cosa ci fa credere che siamo capaci di poter fare entrambe le cose senza alcuna conseguenza?

Dite la vostra!

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matrimonio

La formazione ricevuta a Birmingham e l’esperienza effettuata a Nottingham per conto di Marriage Care con le coppie in procinto di sposarsi mi hanno fatto venire voglia di importare questo modello statunitense in Italia e di usare gli stessi protocolli tradotti in Italiano.

Sappiamo che oggi in Italia un matrimonio su quattro fallisce e che dopo dieci anni solo una coppia su dieci si risposerebbe.

Il sito www.albanesi.it propone un elenco di motivi per il quale è meglio non sposarsi:

NON TI SPOSARE SE:

  • se pensi di cambiare il carattere del tuo partner con o dopo il matrimonio.
  • Se pensi che il matrimonio si basi sui compromessi.
  • Se litigate spesso.
  • Se state bene solo se vi vedete “poco”.
  • Se non c’è stima reciproca.
  • Per tenere in piedi una relazione.
  • Se prima non avete deciso se e quanti figli avere.
  • Se non avete la stessa visione sull’educazione dei figli.
  • Se non avete la stessa visione sulla ricchezza e sulle aspettative economiche.
  • Se prima del matrimonio non hai accertato che vi sia una buona intesa sessuale.

ed io aggiungo:

  • se pensi che il partner dopo il matrimonio migliori
  • se vuoi solo avere dei figli
  • se vuoi una scusa per uscire di casa
  • se non sei fedele
  • se vuoi una vita sessuale costante
  • se non riesci a stare da solo/a

In più il sito web Albanesi sottolinea l’importanza della COMPATIBILITA’

Compatibilità – Prima del matrimonio è fondamentale sondare la compatibilità dei coniugi. Non trattare molti argomenti sperando che non si presenteranno mai, che alla fine si potrà convincere il coniuge sulle proprie idee, che tutto si supera con l’amore ecc. è sicuramente un atteggiamento superficiale e purtroppo molto diffuso nella popolazione. Nel 90% dei casi questi discorsi si fanno solo a grandi linee. Se si è fortunati va tutto bene, ma se non lo si è, le conseguenze possono essere devastanti.”

Per questo gli INCONTRI DI CONSULENZA PREMATRIMONIALE aiutano la coppia a verificare la propria compatibilità ed affrontare argomenti importanti prima che possano diventare motivi di litigio. Per ulteriori informazioni cliccate qui.

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dipndere da internet

E’ sempre più comune vedere i nostri amici e familiari sempre con il cellulare in mano, o forse siamo proprio noi che non ce ne separiamo mai. Eppure alla lunga questo comportamento può trasformarsi in IAD – Internet Addiction Disorder, una sindrome caratterizzata da un forte desiderio di connettersi al web. Col passare del tempo la persona sente un desiderio irrefrenabile di trascorrere la maggior parte della giornata in rete fino a compromettere la vita reale. I sintomi della mancanza di connessione ad internet sono uguali a quelli di una dipendenza: irritazione, agitazione, ansia, depressione. A volte la vita virtuale si mescola così tanto con quella reale da creare stati di paranoia e ossessione. Chi cade in questa trappola spesso tende a sfuggire ad una realtà monotona e insoddisfacente.

E’ possibile guarire? Assolutamente si.

Come? Rivolgendosi ad uno psicoterapeuta ed iniziare un percorso di terapia.

Perchè è consigliato guarire dallo IAD? Per vivere una realtà serena, liberarsi dalla dipendenza, dalle ossessioni, dalle bugie e dai comportamenti compulsivi.

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feb

04

2015

Little tips to deal with stress

antistress a palermo

Yes, you know: stress is a normal and expected part of our lives, but it’s not a part we always know how to cope with.

Here there are some tips to deal with Stress:

  1. Take care about your body: get exercise, eat balanced with low fats, regular meals.
  2. Sleep enough.
  3. Avoid unhealthy copyng like smoke, alcohol, drugs.
  4. Take your prescribed medications.
  5. Take a mental health breaks whenever you can.
  6. Speak with someone who can help you.
  7. Breathing slowly and deeply when you are tense helps to oxygenate your body, release tensions from your muscles, and clear your mind.
  8. Don’t run everywhere!!! Take your time!
  9. Laugh a lot!!!!
  10. Say “no” when is possible.
  11. Love the others and take care about them.
  12. Find a hobby.
  13. Add pleasure in your life.
  14. Lose in your daydreams.
  15. Well…. there are other tips, of course… put yours down in the comments.antistress a palermo
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feb

04

2015

If something is going not too well…

Psychotherapy in english

Talk to others instead of keeping everything inside!!!!


Talking to someone you trust can help to show you alternatives, validate your feelings, and take some of the pressure off your shoulders. Sometimes just saying things out loud to another person can help you to understand yourself better. Contact me for any further information.

Psychotherapy in english

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dic

15

2012

L’esperto risponde

esperto risponde

L’esperto risponde è il servizio di consulenza psicologica che la dott.ssa Pagliaro mette a disposizione dei propri utenti per supportarli in merito a dubbi e quesiti di natura personale.

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Stress natalizio

Non per tutti le Feste Natalizie sono momenti di gioia e riposo, per questo motivo il mese di Gennaio è aperto a tutti coloro che vorranno sottoporsi ad una diagnosi integrata  sullo stato di stress, della durata di un’ora  in modalità del tutto gratuita.

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feb

03

2012

Fate la nanna – Metodo Estivill

fate la nanna

Diversi genitori mi hanno scritto chiedendomi cosa ne penso del metodo Estivill…

Cari mamme e papà, il metodo Estivill, del libro FATE LA NANNA, è davvero dannoso e pericoloso. Inizialmente sembra che abbiate risolto il problema ma nel tempo vi accorgerete che non è così.

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gen

28

2012

Lo stress secondo gli USA

Ho trovato su youtube un video del Dr.Oz sullo stress. Non mi trovo eccessivamente d’accordo su quello che viene detto. Voi che ne pensate?

http://www.youtube.com/watch?v=AnlZtSZ7EMA

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Si è brillantemente concluso il corso ECM “Le metodologie di intervento Funzionale nel trattamento dello stress e del benessere” ed è ora possibile collegarsi a youtube tramite i link sottostanti per visionare alcuni video sul mio intervento.

Gestire lo stress. L’intervento antistress Funzionale. Intro 1 

http://www.youtube.com/watch?v=fQb7ThIaHrM

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UN BAMBINO RIBELLE

Anna 42 anni

DOMANDA

Salve, sono una mamma di tre bambini. Il primo ha 9 anni e da sempre è un bambino molto ribelle e prepotente. Con sua sorella più piccola di un anno è una guerra continua: la picchia per ogni piccola cosa. Con me è una sfida continua: mi risponde male, non accetta le punizioni ribellandosi e dimenandosi prendendo a calci mobili e porte, quando lo sgrido mi urla che non sono sua madre. Non conosce regole a casa nè a scuola dove mi dicono che è molto in gamba e intelligente ma per il suo comportamento vengo spesso richiamata dai maestri. Non segna i compiti da fare a casa e spesso lo fanno per lui gli insegnanti. Spesso finge di aver fatto i compiti e se glielo faccio notare continua per ore ad opporsi volendo far credere di averli fatti ma evidentemente il foglio si è staccato dal quaderno ed è andato perso. Se lo rimprovero mi fa le smorfie e mi deride. E’ una lotta per farlo lavare, una lotta per farlo mangiare, una lotta per farlo andare a dormire. Non nascondo che a volte, quando perdo la pazienza, gli tiro qualche ceffone e lui risponde con calci o gesti di botte. Sono davvero disperata, non so più come gestirlo. Qualche giorno fa mi sono sentita mancare quando dopo un rimprovero mi ha urlato che pur di non vedermi più vuole suicidarsi.
Sono molto spaventata, non so proprio cosa fare e mi chiedo continuamente dove ho sbagliato.

 RISPOSTA

Carissima Anna, mi sembra di capire che la situazione è davvero fuori controllo e bisogna fare qualcosa. Il tuo bambino sta dimostrando un’oppositività ed una rabbia che hanno sicuramente una causa ed un’origine molto antica (visto che scrivi “è da sempre un bambino molto ribelle e prepotente”). Ovviamente non era un neonato ribelle e prepotente quindi c’è da pensare che sia accaduto qualcosa nei primissimi anni se non nei primissimi mesi. Mi dici che hai tre bambini ed una di loro è più piccola di un anno: sarebbe interessante sapere quanti anni ha il terzo e se, come il primo figlio, si comporta con lui.

Nel tuo scritto non fai assolutamente riferimento ad una figura paterna. Come mai? Esiste? E’ presente? E’ fondamentale capire che rapporti ci sono fra te e il padre dei ragazzi e del padre con i suoi figli.

Innanzitutto non colpevolizzarti, non serve a nulla, devi essere forte e prendere la situazione in mano. Tuo figlio è arrabbiato e cerca di colpirti con frasi che sanno che ti possano ferire, e ci riesce! Potrebbe anche essere un modo per attirare l’attenzione: sa che quando fa così tutto l’interesse della madre è verso di lui, ma ciò non basta. Il tuo bambino non è solo dispettoso ma anche in qualche modo violento. Dove ha assorbito questa abitudine ad “usare le mani”? Quando era piccolo veniva punito con sculaccioni o schiaffi? In ogni caso farlo adesso non fa altro che accrescere questa escalation di rabbia e violenza, quindi lo eviterei. La cosa più importante è usare la FORZA CALMA, ovvero la possibilità di farsi ubbidire e ascoltare senza urlare o dare schiaffi e nel tempo riacquistare autorevolezza.

E’ difficile fare tutto da soli ed io ti consiglio vivamente di rivolgerti ad uno psicologo familiare, dove magari potete andare tutti e risolvere il problema insieme. Non parlare con un neurologo, né uno psichiatra, né un neuropsichiatra infantile e lo specifico perché a volte c’è molta confusione. Parla con uno psicoterapeuta familiare o infantile che possa aiutarti concretamente.

Per qualsiasi altra domanda contattami, o anche solo per darmi qualche elemento in più per inquadrare meglio la situazione e poterti aiutare meglio.

 

(Risponde la Dott.ssa Germana Pagliaro)

Pubblicato in data 05/01/2012

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PROBLEMI ALL’ASILO 

Elisa 33 anni

DOMANDA

Salve, sono una mamma disperata di due gemelli maschi dopo molti sacrifici. Siamo una famiglia unita e felice lavoriamo entrambi: io solo 3 ore al giorno (mi organizzo) e lascio i bimbi a casa con le nonne. Sono due bambini splendidi, intelligenti e giudiziosi ma al rientro dalle vacanze di Pasqua ho avuto problemi soprattutto con uno per il rientro all’asilo. Si alza tranquillamente la mattina ma come arriva lì non entra nemmeno in classe, resta fuori e inizia a piangere perchè vuole andare via. Adesso però ha un’altra tattica arriva lì ma vuole andare nella classe di fronte da un’altra maestra e giustamente il fratello lo segue per stare con lui perchè sono molto uniti. Io vorrei che andasse dalla sua maestra nella sua classe e dai suoi compagni per tanti motivi. Dimenticavo, dopo un pò ritorna dalla sua maestra e resta lì se gli và sennò ritorna dall’altra. Deve avere un punto fermo di riferimento. Aiutooooo….
RISPOSTA
Carissima Elisa, quando un bambino che sta bene, che è sereno, che è seguito dai genitori e dai nonni si comporta in questo modo c’è sicuramente dietro un motivo non trascurabile. Non siamo davanti ad un capriccio ma ad una oppositività forte legata ad una motivazione altrettanto forte.

Innanzitutto non specifichi se i tuoi bambini parlano già o dicono qualche parola, in quanto la prima cosa da fare è chiedergli perché non vuole entrare nella sua classe. Basta fare domande semplici per capire esattamente COSA succede in quella classe che a tuo figlio non piace. Ad esempio: “la maestra è severa? Ti ha rimproverato? Ha detto qualcosa e ci sei rimasto male? Un tuo compagno ti fa i dispetti? C’è una bambina che ti piace?” Parliamo con i nostri bambini: le ricerche dimostrano che dalla tenera età di sei mesi i bambini capiscono e comprendono tutto. Dedica del tempo a questo colloquio, non è detto che si apra al primo tentativo.

La seconda cosa da fare è parlare con le altre mamme e capire se questo comportamento capita anche ad altri bambini. Se non hai confidenza con le altre mamme potresti andare una mattina a scuola, proprio nell’orario in cui arrivano gli altri bambini, e parlare con la maestra. Nel frattempo basta osservare cosa succede e capire se è un atteggiamento diffuso. Oltre ad essere una psicoterapeuta sono anche una formatrice di maestre e diverse volte ho accompagnato le mie allieve come tirocinanti nei nidi e nelle materne. Molte maestre che con le mamme erano ossequiose e gentili, poi con i bambini erano severe, pretenziose,non erano tenere,facevano loro fretta non rispettando i tempi lenti di un piccolo e urlavano sempre. I bambini erano spaventati e molti di loro non volevano affatto entrare in classe la mattina.

La scelta di una maestra, cara Elisa è molto importante e mi sembra che tuo figlio l’abbia scelta, dimostrando chiaramente di sapere ciò che vuole. Il fatto però di sapere di appartenere ad un’altra classe lo fa ritornare e poi andar via di nuovo.

Sono quasi certa che sia un problema legato alla maestra o a qualche compagno violento o che gli da fastidio, perché si è verificato successivamente ad un periodo di vacanza dove il tuo bambino, a stretto contatto con la famiglia, ha veramente assaporato l’amore, la gioia, il gioco libero e tranquillo a 360 gradi. Ritornare a scuola in quella classe è stato sgradevole come quando un adulto che ha un lavoro che non gli piace torna dalle vacanze e prova uno stato di stress estremo.

Ci sono molte dinamiche da comprendere meglio e per questo motivo puoi contattarmi tranquillamente e così potrò darti maggior aiuto. Nel frattempo io considererei l’ipotesi di spostare i gemelli nell’altra classe spiegando loro i motivi.

 

(Risponde la Dott.ssa Germana Pagliaro)

Pubblicato in data 05/01/2012

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GLI ATTACCHI DI PANICO

Valentina, 22 anni

DOMANDA

Buonasera,
giorni fa mi è capitato di provare una sensazione molto spiacevole: ero distesa sul letto, di pomeriggio perché volevo riposare, ma avevo la mente piena di pensieri ed ansie. Ad un certo punto mi sono sentita comprimere il torace verso il basso ed ho subito avvertito molta paura. Passato il momento peggiore, poi, sono scoppiata a piangere. Diversi conoscenti mi hanno detto che si è trattato di un attacco di panico e che di solito, appunto, succede a persone particolarmente ansiose e in periodi in cui si concentrano diverse preoccupazioni. L’estate scorsa, nello stesso periodo quindi, e sempre nella casa al mare, ebbi un’extrasistole: anche allora avevo finito gli esami e il ritmo di vita era cambiato nell’intenzione di rilassarmi.
In vacanza con me, però, quest’anno come l’anno scorso, c’è anche mia mamma (mio padre arriva nel weekend e i miei fratelli, che sono più grandi, vivono per conto loro): da qualche anno è entrata in menopausa e soffre delle cosiddette “caldane”. Quando le arrivano, ha sbalzi di umore improvvisi che la portano ad essere molto aggressiva e irragionevole, per cui mi accusa di qualsiasi cosa e a volte vorrebbe alzare le mani. Lei si è rivolta a un omeopata per curarsi, ma i miglioramenti sono molto relativi.
Io, ovviamente, soffro di tutto ciò, sia perché vivo nell’attesa di un suo sbalzo di umore, sia perché mi tratta male anche quando credo di non aver nessuna colpa e senza mai chiedermi “scusa” (non l’ha mai fatto in generale). E spessissimo mi rinchiudo in camera a pensare se la responsabilità sia davvero anche mia, come dice mia madre, cioè se io con il mio modo di fare, non certo perfetto, la disturbi.
Sono molto attaccata a mia madre, vorrei stesse sempre bene e mi dispiace tantissimo se sta male, per questo cerco di aiutarla nelle faccende di casa perché lei non si lamenti, anticipandola, e perché abbia più tempo libero per sé. In questo modo, però, ho sempre meno tempo per me, per frequentare le mie amiche, o per  fare quelle piccole cose che di solito si fanno in vacanza. Quando faccio le faccende per mia mamma, devo ammetterlo, cerco soprattutto di conquistarmi un po’ di approvazione. Questa ogni tanto arriva, ma basta uno sbalzo di umore perché lei si rimangi tutto in un attimo e perché io ricada nella tristezza. E se non faccio quello che lei vorrebbe, mi sento in colpa, come se fossi ormai dipendente da lei, tanto che a volte il mio ragazzo mi dice che “pendo dalle sue labbra”.
Sinceramente, sono stanca di essere trattata male e credo che, in fin dei conti, i miei attacchi di panico siano dovuti alla paura che mia mamma, più o meno volontariamente, mi incute. Ho provato a parlarle del mio disagio, ma lei dice di non sentirsi responsabile e che le mie ansie sono dovute in realtà all’università e ai malesseri fisici che puntualmente ho in estate, come i forti dolori mestruali, mal di testa, spossatezza e disturbi intestinali. Spesso, inoltre, aggiunge (sostenuta da mio padre) che sono ingrata ed egoista, proprio perché voglio dare a lei la colpa del fatto che sto male. In realtà, sono io che mi sento profondamente in colpa, perché ho la costante sensazione di non essere mai abbastanza brava e di non poter raggiungere i loro risultati nonostante i miei sforzi.
Ad ogni modo, vi ho scritto perché non so più cosa fare e perché sono incapace di gestire la situazione: non posso andare da uno psicologo perché i miei genitori non accettano la cosa e non posso andare nemmeno di nascosto perché non sono economicamente indipendente. Quindi, se avete un consiglio da darmi lo accetterei molto volentieri.
Grazie mille per la disponibilità.

 RISPOSTA

Carissima Valentina, stai effettivamente attraversando un periodo molto particolare che non va trascurato.
Cominciamo dai tuoi sintomi: hai sicuramente un’ansia molto forte che ti porta il senso di oppressione al torace, il pianto immotivato, le preoccupazioni… non sono sicura che tu abbia effettivamente avuto un attacco di panico in quanto mi parli solo di senso di oppressione. Un attacco di panico è un momento davvero sconquassante nel quale, chi lo subisce, ha paura di morire, il cuore batte velocemente e il respiro è toracico (“di petto”) e molto veloce. E’ andata così? Se la risposta è no possiamo parlare di attacco di ansia.
Che non va lo stesso sottovalutato però è importante dare i nomi giusti alle nostre sensazioni. Mi parli di tua mamma e mi parli del suo comportamento: io non credo possa essere “solo” dovuto alla menopausa. Lei prima della menopausa com’era? Era dolce, gentile e tenera o è sempre stata aggressiva?
Nel caso in cui sia cambiata di colpo intanto ti consiglio di farle parlare con il suo ginecologo, magari basterebbe una cura ormonale, o fare un esame alla tiroide.. nel senso che è difficile che le persone cambino dall’oggi al domani in questo modo senza un motivo, quindi sarebbe corretto fare intanto una verifica ormonale. A volte l’omeopatia non basta!
Detto questo sei entrata in un circolo vizioso tremendo fatto di senso del dovere, di responsabilità e sensi di colpa. Valentina, sei una ragazza davvero dolcissima e immagino che tu voglia davvero fare di tutto per aiutare tua madre, ma rinunciando alla tua vita, ai tuoi spazi, al tuo tempo libero, alle tue amiche non risolvi nulla! Non è colpa tua se tua mamma sta male e un modo per aiutarla è starle vicina, chiederle come sta ogni tanto, proporle delle attività divertenti insieme come andare al cinema, aiutarti a scegliere un vestito, preparale una torta.. ma “sacrificare” il tuo tempo libero non è la soluzione in quanto faresti le cose (le pulizie ad es.) solo per farti dire..brava Valentina grazie! E poi quando questo grazie non arriva subisci delle cocenti delusioni. Tutto questo ti fa davvero male! Il consiglio più grande che possa darti è di farti aiutare.. dal tuo fidanzato, da qualche amica, da uno psicologo del servizio pubblico (così non avrai problema “soldi”) a staccare questo cordone ombelicale fortissimo che vi lega in modo sbagliato. Non sei più una bambina ormai, a 22 anni potresti iniziare qualche lavoretto e iniziare a renderti piu autonoma continuando a studiare.
Non sono un caso i tuoi malditesta, i forti dolori mestruali ecc.. è tutto collegato a questo senso di malessere e forte stress che stai attraversando. Vedrai che riuscirai ad essere piu autonoma e dedicare a tua mamma meno tempo ma di piu qualità (facendo le cose INSIEME e non per lei) la situazione si normalizzerà.

 

(Risponde la Dott.ssa Pagliaro Germana)

Pubblicato in data 25/01/201

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Mi è piaciuto molto questo articolo e voglio condividerlo con voi.

“Sono sempre di più le coppie che ricorrono a terapie di procedure di procreazione medica assistita(PMA) per avere figli. In Italia si calcola che circa una coppia su 7 è infertile (Adele Sarno,Infertilità per una coppia su sette in Italia ogni anno 10mila bimbi in provetta, La Repubblica , 05 marzo 2010) . Circa 55.000 donne si sottopongono ogni anno aprocedure di inseminazione artificiale e di fecondazione assistita in vitro. In genere sono donne che hanno una media di 36 anni di età e un parto su 4 avviene in pazienti che hanno superato i 40 anni

Affrontare il fatto di avere problemi di concepimento è una situazione molto stressante per qualsiasi coppia, che nella maggior parte dei casi si lascia andare a sentimenti negativi come angoscia, ira, perdita o frustrazione. Alcune persone sono capaci di rassegnarsi ma in altri casi sorgono problemi psicologici gravi che rendono ancor più difficoltosa anche la riuscita delle terapie di riproduzione assistita.

Questi disagi possono sorgere a livello individuale come per esempio una depressione profonda, ansia, bassa autostima o stress, o a livello di coppia, poiché possono generarsi problemi sessuali o di comunicazione, arrivando in alcuni casi alla rottura della relazione. Esistono già centri di attenzione psicologica per trattare quasi in maniera esclusiva i problemi derivati da questi casi.

Secondo Raquel Mora, psicologa specializzata nell’area dell’infertilità e collaboratrice dell’Oxum Fertility Center di Madrid, una psicoterapia in coppie che si sottopongono a PMA aumenta le probabilità di successo. Con le sue parole “se si riescono a diminuire i problemi derivati dalla situazione di infertilità e si adottano strategie per affrontare le terapie in maniera sana e controllando lo stress, si facilita l’interazione con l’equipe medica e si contribuisce ad aumentare il grado di soddisfazione della coppia rispetto alla terapia, per cui la PMA si proverà più volte e in maniera più adeguata, contribuendo così al successo dei risultati.”

Inoltre è necessario sapere che la stessa terapia di procreazione assistita comporta una grande carica emozionale ed è dimostrato che questa tensione può influire negativamente sul risultato finale della terapia. È scientificamente provato che i fattori psicologici incidono negativamente sulla condotte di salute delle persone, persino in aspetti molto meno sensibili come lo smettere di fumare o il controllo dell’alimentazione.

Alcuni specialisti in fecondazione assistita ritengono che lo stato emotivo e psicologico della coppia che si sottopone a terapie contro l’infertilità è chiave per un risultato positivo, mentre altri ritengono che lo stress emotivo che si soffre durante tutto il processo si riverbera in maniera diretta sul successo della terapia. “

Tratto da: GuidaPsicologi.it

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Lo stress che condiziona la vita

Palline di gommapiuma antistress, collant no stress, creme per pelli secche e stressate e perfino bagnoschiuma Aroma Therapy Anti-Stress da usare dopo un massaggio rilassante. Le aziende sfornano ogni anno centinaia di prodotti diversi per combattere lo stress

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set

13

2010

Alimentazione in gravidanza

Alimentazione in gravidanza

L’alimentazione in gravidanza è un argomento di vitale importanza per le future mamme in quanto è necessario modificarla a seconda del trimestre nel quale ci si trova: dall’inizio della gestazione ai 3 mesi, dai 3 ai 6 mesi, e dal sesto mese fino al parto.

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giu

22

2010

Un po’ di calcoli

calcolo

Esistono su internet dei modi per poter calcolare il proprio periodo fertile e quindi avere maggiori probabilità per rimanere incinta.
Il calcolatore è in inglese ma di facile utilizzo.

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mag

05

2010

Benessere in Gravidanza

Benessere in gravidanza

Parlare di benessere in gravidanza quando si vive totalmente un’ immensa trasformazione sia psicofisica che di ruolo (da figlia e moglie a madre) non è semplice. Moltissimi manuali descrivono la gestazione come il periodo più florido

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